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mercoledì 28 settembre 2011

Fotografi nel web #155: Alessandro Passerini



Alessandro Passerini: chi è?
Per passione prima, professione poi. Pur avendo studi di base di fotografia per almeno un decennio è rimasta una passione, fin quando un amico, vedendo le mie foto e apprezzandole, mi ha commissionato una prima campagna pubblicitaria.

Quando hai iniziato a fotografare?
Da molto giovane, pare: ho scovato poco tempo fa una foto di me a due anni con la reflex di mio padre in mano... Ovviamente ho ricordi di qualche hanno dopo, e ricordo ancora il peso della macchina fotografica nelle mie mani e il divertimento che provavo a guardar nel mirino e scattar tutte quelle foto di quel che mi colpiva, e che volevo portarmi via con me. Questo 'sentire' del fotografare non è mai svanito da allora.

Quale genere ti piace maggiormente fotografare?
Non ho un genere che più prediligo. Paesaggi, animali, ritratto, donne, architettura, macro... Fotografo tutto ciò che cattura il mio sentire. Tutto ciò che mi crea emozione e meraviglia. La tecnica la si assimila, la si pratica, si impara, ma per quel che mi riguarda nello scatto finale c’è solo quel che si prova. [...]


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Fotografie: © Alessandro Passerini

martedì 27 settembre 2011

Il mio "Magic Burlesque" torna in mostra al Fun House Tattoo Club

Il mio "Magic Burlesque" torna di nuovo in mostra: dopo l'esposizione dello scorso luglio/agosto presso la Vinoteca "Saltatappo" a Senigallia, è ora la volta del Fun House Tattoo Club, Rock'n'Roll Live Club Music, ad Osimo Stazione, per tutto il mese di ottobre 2011.
Ambiente "only '50", musica live, bella gente, aperitivi favolosi... varrebbe la pena di fare un giro al Fun House solo per questo! :-)

Un sentito ringraziamento a Valentina Soranna per il commento critico.


"MAGIC BURLESQUE"
fotografie di Libero Api
c/o Fun House Tattoo Club
Rock'n'Roll Live Club Music
Via Adriatica Km. 314,60 - Osimo Stazione AN
dal 1° al 30 ottobre 2011


Nessuno ha mai scoperto la bruttezza tramite le fotografie. Ma molti, tramite la fotografia, hanno scoperto la bellezza.
(Susan Sontag,
Sulla fotografia)

Tuffarsi nel percorso visivo di Magic Burlesque significa innanzitutto compiere un balzo in un mondo parallelo, dove l’immagine si fa intima e brillante e lo sguardo diventa preda di mille luci. Non solo per la levigatezza dei corpi e per il turbinare di lustrini: l’occhio di Libero Api si rende capace di trascinare l’osservatore nelle atmosfere rappresentate, compiendo ben più che una semplice mediazione tra l’individuo e l’immagine fotografica.

Il servizio, seppur datato 2011, ha un sapore agrodolce di meraviglia d’altri tempi, fattore che - nonostante la saturazione in campo fotografico relativa allo striptease gentile - non sembra facile da reperirsi con così tanta naturalezza nell’occhio macchinico del ventunesimo secolo, ad esclusione di alcune personalità realmente interessanti. Quello che qui si vuole intendere è che la cattura di Libero in qualche modo si rende esente dal patinato (nel senso becero del termine), approcciandosi piuttosto ad un vissuto intimo dell’esperienza, più simile alla logica da buco della serratura – meno maliziosa che nell’ottica di Newton – che a quella del servizio di moda in senso stretto. Scatti ‘rubati’, colti al volo fra un cambio e l’altro, scatti in cui ad emergere con veemenza è il rappresentato, libero dalla presa della mano che dirige, quasi l’operatore fosse cronista casuale, non rivelato.

Splendide donne dell’area italiana e internazionale si raccontano così attraverso un distendersi di luce più o meno soffusa, regalando il bagliore di corpi d’alabastro e labbra rosse, in un cromatismo sapientemente equilibrato e giocato sui toni del nero/bianco/rosso e guizzi d’oro, che tanto allontana questo lavoro dal guazzabuglio alla Carmen Miranda a cui sovente siamo condannati. Decisamente una nota di pregio, nel momento in cui la scelta vira da un più controllato bianco e nero - o tono seppiato – al colore, poiché l’immagine riesce a non perdere in qualità atmosferica e rarefazione del soggetto/oggetto.

Corpi che rimangono corpi – vivi, vibranti, esposti – seppure costretti alla bi-dimensione, acquisendo anzi un alone quasi fantasmatico; capelli che si danno fluenti, pur quando raccolti in sofisticate acconciature, senza perdere in morbidezza e spessore tattile. Mani, seni e caviglie di straordinaria lucentezza. Ecco, questo segna lo scarto: il racconto di corpi fieri nel loro meraviglioso ergersi al di là dell’obiettivo, piuttosto che corpi in vetrina, caratteristica che allontana definitivamente Libero Api dalla categoria di ‘Venditore di Corpi-Immagine’ per renderlo un po’ più vicino a quella di ‘Cantastorie del Magico’, che imbriglia in preziosi frammenti e sparge, senza avidità.
Il formato è appagante e omogeneo; l’assenza quasi totale di ritocchi in post-produzione favorisce e conferma la preziosità dell’immagine, nel suo darsi intatta per rendere visibile minutaglie che all’occhio medio inevitabilmente sfuggono.

Non solo una celebrazione del palco, bensì un andare e venire dal backstage, la cattura di uno specchiarsi prima dello spettacolo, la preparazione prima dell’evento e l’epilogo di un palco vuoto accarezzato da coriandoli dorati. Una favola dai toni nostalgici che sembra vivere ancora al di là del momento effettivo dello scatto. E ancora: le torsioni da cigno di una Eve La Plume all’apice della bellezza, il fruscio di una calza sfilata, le cosce tornite di Cleo Viper che dominano la pedana vermiglia.
Donne che sono Donne, innanzitutto, rese protagoniste da un uomo che sa amarle, anche nell’immagine.

Valentina Soranna
dott.ssa in Arti Visive - Psicologia dell'Arte
Bologna, Settembre 2011








mercoledì 21 settembre 2011

Fotografi nel web #154: Loris Francoletti



Loris Francoletti: chi è?
Fotografo per passione e anche per professione, nel senso che son professionale e serio nel mio approccio e cerco sempre di migliorarmi ma anche e soprattutto di divertirmi facendo foto. E per professione perché per un periodo la fotografia, o il lavorare come assistente, era il mio lavoro.

Quando hai iniziato a fotografare?
Ho iniziato tardi, la prima reflex tutta manuale l'ho presa a 19 anni, la mia ragazza di allora comprava molte riviste di moda ed ero rimasto molto colpito dalle foto di Helmut Newton, Richard Avedon, e degli italiani come Paolo Roversi, Marco Glaviano. Poi c'era anche il fatto di avere a Senigallia un famoso fotografo come Giacomelli che mi ha incuriosito, mi ha portato a scoprire la fotografia non solo come mezzo per raccontare ciò che ci sta intorno ma anche per trasformare, e interpretare ciò che sta dentro e fuori di noi. Son sempre stato attratto dall'arte e dai procedimenti creativi, musica, poesia e arti visive.

Quale genere ti piace maggiormente fotografare?
Amo il ritratto per l'interazione che si crea con la persona che devo ritrarre, il paesaggio come ricerca di spazi linee colore, reportage perché mi piace raccontare storie, ma anche la fotografia di moda e quella commerciale perché si tratta di Team Work, persone che lavorano insieme per la realizzazione di una buona immagine. [...]


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Fotografie: © Loris Francoletti

giovedì 15 settembre 2011

“La luce delle Marche. 9 fotografi raccontano il loro territorio”


Si inaugura sabato 17 settembre alle ore 18,30 presso l’Auditorium di Santa Teleucania a Morro d’Alba la mostra di fotografia ‘La luce delle Marche’, a cura di Simona Guerra. L’esposizione, fortemente voluta dall’Amministrazione del Comune di Morro d’Alba e resa possibile anche grazie al prezioso contributo della Banca di Credito Cooperativo di Ostra e Morro d’Alba, è interamente dedicata al territorio marchigiano inteso nelle sue molteplici e più diverse realtà ed interpretazioni.

Scelti fra i più significativi autori marchigiani, tutti già molto noti a livello internazionale, la curatrice, ha voluto rendere omaggio alla sua terra attraverso la magistrale opera dei fotografi, offrendo al visitatore una rosa di interpretazioni visive ed emotive del territorio tanto diverse fra loro quanto vicine nel comune senso di appartenenza alle Marche.

Gli autori in mostra sono: Eriberto Guidi, Giovanni Marrozzini, Mario Dondero, Ignacio Maria Coccia, Lorenzo Cicconi Massi, Ferruccio Ferroni, Mario Carafòli, Mario Giacomelli, Riccardo Gambelli.

Tre generazioni di fotografi che tracciano dei precisi segmenti paesaggistici e interiori e che offrono uno spunto di riflessione alla nostra ricerca di senso e bellezza. Immagini che si aprono nel loro silenzio per accompagnarci tra quiete e contrasti, al di fuori del documento, in noi stessi, tra cielo e terra.

La scelta della cornice espositiva, Morro d’Alba, non è affatto casuale in quanto il ritrovarsi nell'immagine, nel paesaggio stesso, una volta usciti dalla sala espositiva è una parte integrante dell’esperienza della mostra. Naturalmente il "ritrovarsi" è da intendere anche come riconoscersi, nella propria terra e nell'identità presente, se pur troppo spesso abbandonata tra le abitudini che alterano la memoria; questa è la magia delle immagini scelte! Ognuno libero dal morso continuo del tempo e dello spazio uscirà da questa esposizione per entrare nell'invisibile rappresentato.

La mostra resterà aperta dal 18 settembre al 16 ottobre, tutti i giorni, con orari che potrete trovare visitando il sito www.comune.morrodalba.an.it oppure chiamando il n. 0731.63000.


“La luce delle Marche. 9 fotografi raccontano il loro territorio”
Dove Auditorium di Santa Teleucania, Morro d’Alba (AN)
A cura di Simona Guerra
Dal 18 sett. al 16 ott.
Inaugurazione sabato 17 sett. ore 18,30.
Informazioni 0731.63000
Apertura e orari Lunedì – Giovedì su prenotazione
Venerdì e sabato dalle 17.00 alle 19.00
Domenica dalle 16.00 alle 19.00